Il Piano Transizione 5.0: digitale e green 

Piano Transizione 5.0: una anticipazione

Come dichiarato dal Ministro delle Imprese Adolfo Urso a Luglio, il Governo starebbe ricercando fondi per almeno quattro miliardi per sostenere il progetto Transizione 5.0. Nel piano MIMIT, infatti, si prevede un incentivo rinnovato e potenziato con un incremento delle aliquote (obiettivo 40%) per progetti avanzati di transizione digitale ed energetica delle aziende a partire dall’autunno 2023.

Transizione 5.0 il nuovo piano per le agevolazioni digitali
Transizione 5.0 il nuovo piano per le agevolazioni digitali

Abbracciare un metodo di economia rigenerativa e circolare personalizzato, pianificando i beni in modo da diminuire al minimo gli effetti sull’ambiente e sulla società per tutta la durata del loro ciclo di vita.Basandosi sui modelli dell’Industria 5.0, il Progetto Transizione 5.0 mette in evidenza l’importanza della ricerca e dell’innovazione come elementi chiave per una transizione verso un’industria europea sostenibile, incentrata sull’individuo e resistente.

Secondo Bruno Mafrici, consulente senior con esperienza nei processi di innovazione strutturata nelle organizzazioni, “l’intensità delle misure di supporto, l’espansione degli obiettivi e la sicurezza dei benefici sono i tre elementi cruciali del nuovo Progetto Transizione 5.0 promosso dal Governo”.

Il primo aspetto concerne l’aumento dell’efficacia degli stimoli per motivare ulteriormente le imprese a investire in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica. L’intento è di rafforzare la competitività delle imprese e sostenere la transizione verso un’economia sempre più digitale e sostenibile dal punto di vista ambientale.

L’espansione degli obiettivi, al contrario, punta a coinvolgere un vasto spettro di settori economici. “A differenza di prima – osserva Bruno Mafrici – non dovrebbero esserci distinzioni basate sulla grandezza delle aziende o sulla loro posizione geografica.” Questa strategia inclusiva ha l’obiettivo di coinvolgere tutti i protagonisti economici che vogliono contribuire all’innovazione tecnologica e alla crescita sostenibile del Paese.

La sicurezza dei benefici, infine, è un elemento chiave nel nuovo Piano. Il Ministro Urso ha evidenziato l’importanza di assicurare alle aziende la certezza che i crediti fiscali accumulati non saranno soggetti a contestazioni o ritardi amministrativi. Per raggiungere questo scopo, il Governo si sta adoperando per rendere le misure automatiche e indipendenti dai tempi di esame dell’amministrazione pubblica.

Questo metodo aiuterà a instaurare un clima propizio agli investimenti e stimolerà la crescita economica duratura. Tuttavia, per implementare completamente il Piano Transizione 5.0, l’Italia dovrà ricevere l’approvazione della Commissione Europea per quanto riguarda i finanziamenti.

Con l’intento di semplificare i processi e assicurare la certezza dei benefici, il Governo italiano punta a instaurare un clima propizio agli investimenti, catalizzando le capacità delle aziende e guidando la nazione verso un futuro fiorente e sostenibile, avviando una nuova era di trasformazione digitale.

Industria 5.0: un nuovo paradigma per la ricerca e l’innovazione

Come precedentemente fatto con il progetto Transizione 4.0, il Governo sta elaborando un nuovo insieme di incentivi sotto forma di Credito d’Imposta per promuovere la competitività delle aziende e incentivare i loro investimenti in 5.0, cioè:

  • Digitalizzazione
  • Efficienza energetica e decarbonizzazione.

L’Industria 5.0 rappresenta un’evoluzione del Piano 4.0, ed è stata concepita per affrontare tre delle priorità della Commissione Europea:

  • Economia al servizio delle persone: centrata sull’essere umano;
  • Green Deal europeo: transizione energetica e decarbonizzazione;
  • Europa pronta per l’era digitale e competitiva: strategie di investimento in ricerca e innovazione per superare le sfide future.

Se l’Industria 4.0 simboleggia un avanzamento dell’automazione industriale attraverso l’incorporazione di nuove tecnologie che facilitano la digitalizzazione per migliorare la produttività degli stabilimenti; l’Industria 5.0 mira a utilizzare la cooperazione tra macchine, esseri umani e tecnologie per produrre effetti significativi sul piano energetico e della decarbonizzazione.

Transizione 5.0: benefici, aliquote e tempi

Per assicurare il trionfo del Progetto Transizione 5.0, Urso enfatizza la necessità di rinnovare e potenziare il sistema di incentivi fiscali modulare previsto dal progetto Transizione 4.0. Questi stimoli dovranno essere organizzati in un modo che premi principalmente le imprese che puntano su nuove tecnologie e su soluzioni che combinano la digitalizzazione con l’obiettivo di raggiungere mete di sostenibilità rinnovate e significative. Si spera anche l’introduzione di un credito d’imposta specifico per la sostenibilità, che possa spingere le imprese a virare verso la produzione ecologica in conformità con le linee guida europee.

 

Il progetto, orchestrato dal MIMIT, mira a incrementare le tariffe attualmente applicate – cercando di avvicinarle il più possibile a quelle valide fino al 31 dicembre 2022, che raggiungevano fino al 50% per beni immateriali e software.

Per raggiungere questo obiettivo, si stanno ricercando fondi tra i 4 e i 5 miliardi di euro attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), arricchito con una sezione RepowerEu dedicata alla transizione energetica.

Inoltre, come dichiarato, si intende applicare il beneficio per gli investimenti realizzati nel periodo tra l’autunno 2023 e il 31 dicembre 2025, con l’opportunità di ottenere il credito anche nel primo semestre del 2026, a patto che entro dicembre 2025 sia stato pagato un anticipo pari almeno al 20% dell’investimento.

Transizione 5.0: quali sono gli obiettivi ?

Per gestire il passaggio alla versione 5.0, le aziende devono avere la capacità di:

  • Assumere la responsabilità delle catene di approvvigionamento e dell’ecosistema di produzione, assicurando trasparenza, qualità e rintracciabilità dei prodotti e dei materiali.
  • Adottare un approccio di economia rigenerativa e circolare “su misura”, progettando i prodotti in modo da ridurre al minimo gli impatti ambientali e sociali durante tutto il loro ciclo di vita.
  • Incrementare l’autosufficienza, l’adattabilità e la diminuzione della vulnerabilità, mettendo in atto soluzioni energetiche distribuite e intelligenti, che permettano una gestione ottimale della domanda e dell’offerta energetica.
  • Effettuare la digitalizzazione con un fine preciso, quello di coesistere in armonia con le restrizioni del nostro pianeta, utilizzando le tecnologie digitali per ottimizzare i processi, minimizzare gli sprechi, controllare gli effetti e coinvolgere i consumatori.
  • Valutare tutto ciò che è rilevante: metriche rigenerative e contesto normativo, impiegando indicatori che misurino non solo l’efficienza economica, ma anche l’impatto ambientale e sociale delle imprese.

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